Comunicato stampa.
Il 30 ottobre 2025 – esattamente un anno fa – la rete Software Libero Liguria ha lanciato la campagna per la libertà e la sovranità digitale europea (1) rivolta a enti locali, scuole e università. L’obiettivo principale è la graduale sostituzione di software e applicazioni proprietarie con software liberi e la progressiva adozione di infrastrutture indipendenti dai giganti tecnologici.
Nei primi
mesi del 2026 la rete ha incontrato gli Assessori con delega
all’informatica e alla transizione digitale del Comune di Genova
(2) e della Regione Liguria (3) e, in seguito a questi incontri, ha
organizzato due webinar informativi su alcune importanti esperienze
europee di migrazione al software libero:
- Il land
tedesco Schleswig-Holstein con la migrazione di oltre 30.000
postazioni della PA (4).
- La
provincia di Bolzano con il pacchetto di software libero FUSS
(basato su Linux) installato in oltre 5000 PC e server di tutte le
scuole di lingua italiana. Esperienza ventennale (5).
- L’ente
The Document Foundation con il pacchetto di produttività
individuale LibreOffice e il formato aperto ODF.
Durante i due
webinar – a cui hanno partecipato tecnici del Comune e della Regione
– i rappresentanti degli enti coinvolti (il land Schleswig-Holstein e
la Provincia di Bolzano) hanno mostrato come hanno effettuato la
migrazione e hanno dato piena disponibilità alla condivisione di
tutte le informazioni necessarie per una sostituzione graduale del
software proprietario che tenga conto delle esigenze di tutte le
persone che lavorano giornalmente con gli strumenti informatici.
La migrazione
al software libero non è solo una questione economica di risparmio
di risorse per acquistare licenze proprietarie (i cosiddetti costi
ricorrenti) che possono essere indirizzate allo sviluppo
dell’economia locale e al mantenimento del codice open source ma è
soprattutto una questione di sovranità, di libertà e di autonomia
dalle Big Tech.
Secondo
il rapporto Asterès della Cigref (6)
pubblicato nell’aprile 2025, i 27 paesi dell’Unione europea
spendono ogni anno 264
miliardi di euro
in servizi offerti da piattaforme proprietarie extra-europee. Se
entro il 2035 il 15%
di quella spesa fosse trattenuto nell’economia europea, si
creerebbero circa 500.000
posti di lavoro
diretti, indiretti e indotti nell’Ue.
Negli
ultimi mesi diverse
PA europee stanno orientando in modo deciso le proprie scelte
tecnologiche verso una maggiore autonomia dalle Big Tech. In Francia,
per
esempio,
dopo
aver sostituito Teams e Zoom con Visio e Palantir con ChapsVision, la
Direzione interministeriale per il digitale (DINUM)
ha annunciato l’avvio della dismissione di Windows sui posti di
lavoro della PA,
per passare a soluzioni basate su Linux. Nei
Paesi
Bassi,
invece,8
comuni olandesi, inclusa
Amsterdam, stanno
testando il progetto DAWO, un ambiente di lavoro open source basato
sulla distribuzione Linux NixOS. Questo modello “dal basso”
dimostra che l’innovazione può partire dai territori, per poi
diventare un bene comune condiviso.
In
Italia
il
Governo ha indicato come prioritario garantire che
dati
e servizi pubblici critici, insieme alle infrastrutture che li
ospitano, rimangano sotto giurisdizione europea e rispettino gli
standard di sicurezza dell’Unione. Inoltre
ha richiamato la necessità di rafforzare il
cloud
europeo,
ridurre il lock-in tecnologico e la dipendenza dai fornitori
extra-UE. Infine
a
giugno
la
Commissione
Europea
ha adottato un ambizioso pacchetto sulla sovranità tecnologica (7),
che include una strategia specifica e misure legislative per ridurre
la dipendenza da fornitori esteri in settori critici come cloud,
semiconduttori e intelligenza artificiale.
Dal
punto di vista della società civile
la
rete Software Libero Liguria assieme
a
Consumerismo, Italian Linux Society e LibreItalia ha
promosso il Manifesto
per la Sovranità Digitale –
Il Software Libero come scelta strategica per il futuro dell’Italia
e dell’Unione europea” (8),
un documento che intende contribuire alla costruzione di una nuova
cultura della trasformazione digitale fondata su trasparenza,
sicurezza, indipendenza e tutela dell’interesse pubblico.
Lunedì 26 ottobre la rete Software Libero Liguria ha scritto nuovamente a Comune (9) e Regione (10) chiedendo con forza di fare il passo nella giusta direzione.
Le amministrazioni pubbliche europee stanno tracciando percorsi virtuosi che il Comune e la Regione potrebbero prendere a modello per diventare capofila degli Enti locali italiani per la migrazione al software libero.
Abbiamo gli strumenti e le persone con le competenze idonee, sia interne a Comune e Regione che esterne, per studiare e realizzare un piano di migrazione graduale che ci renda liberi e autonomi dalle piattaforme proprietarie. Un piano che includa le persone in un progetto virtuoso di condivisione dei software applicativi e di allungamento della vita media dei pc – grazie a una minor richiesta (11) di risorse hardware – e metta al primo posto la creazione di opportunità di lavoro nella nostra Regione.
Gli attivisti
della rete Software Libero Liguria – impegnati in diversi ambiti –
spingono per la liberazione dai tentacoli delle Big Tech.
Alessandra
Fava, giornalista professionista, afferma che “per
costruire una indipendenza digitale bisogna iniziare dalle piccole
pratiche, quotidiane, nelle amministrazioni comunali e municipali.
Non dobbiamo attendere un disegno complessivo a livello europeo”.
Lucio
Marinelli, docente universitario, dichiara che “nell’ambito
di un accordo nazionale tra la Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane (CRUI) e la Microsoft, l’Università di Genova
ha esternalizzato a Microsoft gran parte dei propri servizi tra cui
la posta elettronica, il software con cui funzionano gran parte dei
PC (Windows e MS Office) inclusa la piattaforma per la didattica a
distanza e repository documentali (Teams). Nel primo anno del
triennio 2024-2027 sono stati spesi €450 mila in licenze Microsoft
365.”
Martino Rocca, professore liceale, sottolinea che “la scuola italiana è completamente soggiogata alle Big Tech: usa Windows per il sistema operativo dei PC, Microsoft 365 per i documenti e Google per le mail e la condivisione dei file. Una scuola del genere non solo viola la legge, che impone di adottare software proprietario solo nei rari casi in cui non siano disponibili alternative libere (art. 68 del CAD), ma tradisce anche la sua missione principale, che dovrebbe essere lo sviluppo di autonomia e spirito critico negli alunni. Il software proprietario crea dipendenza e la scuola nel nostro Paese ha la gravissima responsabilità di contribuire all’intossicazione dei giovani (12). Fanno eccezione le scuole della provincia di Bolzano, che sono passate al software libero una ventina di anni fa e che costituiscono un modello virtuoso a cui ispirarsi”.
Gianni Rosati, animatore del software libero nel ponente ligure, ricorda che “il software libero è un bene comune e come tale andrebbe salvaguardato. Lo stato si prende cura della cosa pubblica perché bene comune. E dovrebbe farlo anche con il software libero in quanto bene comune. Spendiamo cifre inimmaginabili per licenze proprietarie e poco o nulla per quel che invece fa vivere la rete”.
La Consip, stazione centrale di acquisti per la PA italiana, a fine 2025 ha pubblicato una gara d’appalto con importo base di 650 milioni di euro per l’acquisto di licenze Microsoft (13). Nel 2024 l’importo base è stato di 430 milioni (14). In un solo anno abbiamo avuto un aumento del 50%!
Nicola Vallinoto, sviluppatore software, conclude dicendo che “il Comune di Genova ha rinnovato a inizio 2026 le licenze Microsoft per i prossimi tre anni con una spesa di oltre 5 milioni di euro (15). Per non farsi trovare impreparati alla scadenza del prossimo rinnovo occorre partire subito con l’implementazione di un piano di migrazione al software libero. Se non ora quando? ”
Genova, 30
ottobre 2026
Fine del Comunicato.
(1) https://softwareliberoliguria.org/campagna-per-la-liberta-e-la-sovranita-digitale-europea/
(2) https://softwareliberoliguria.org/wp-content/uploads/2025/10/SLL_Lettera_Comune_10_2025.pdf
(3) https://softwareliberoliguria.org/wp-content/uploads/2025/10/SLL_Lettera_Regione_10_2025.pdf
(4) https://softwareliberoliguria.org/la-migrazione-al-software-libero-dello-schleswig-holstein-un-caso-utile-per-la-pa-italiana/
(5) https://softwareliberoliguria.org/il-progetto-fuss-libreoffice-e-il-formato-odf/
(6)
https://www.cigref.fr/la-dependance-technologique-aux-softwares-cloud-services-americains-une-estimation-des-consequences-economiques-en-europe
(7) https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_26_1187
(8) https://associazione.consumerismo.it/manifesto-per-la-sovranita-digitale-da-oggi-disponibile-gratuitamente-il-documento-promosso-da-consumerismo/
(9) http://softwareliberoliguria.org/wp-content/uploads/2026/10/SoftwareLiberoLiguria_ComuneGenova_20261026.pdf
(10) http://softwareliberoliguria.org/wp-content/uploads/2026/10/SoftwareLiberoLiguria_RegioneLiguria_20261026.pdf
(11) La nuova versione del sistema operativo della Microsoft Windows 11 richiede maggiori risorse hardware che rendono obsoleti molti dei pc in circolazione. Il passaggio a sistemi operativi basati su Linux consente di prolungare la vita dei pc con un impatto positivo sulla creazione di rifiuti elettronici.
(12) https://www.gnu.org/education/edu-schools.html.it
(13) https://www.rivista.ai/2026/08/15/sovranita-digitale-europea-la-gara-consip-da-780-milioni-per-microsoft-riapre-il-problema-della-dipendenza-tecnologica-italiana/
(14) https://www.consip.it/bandi/gara-microsoft-enterprise-agreement-ed9
(15) https://softwareliberoliguria.org/fine-anno-col-botto-il-comune-di-genova-ha-stanziato-5-milioni-e-mezzo-di-euro-per-servizi-microsoft-un-milione-e-800-mila-potevano-essere-risparmiati/
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